Flygskam: ecco perchè gli svedesi hanno vergogna di volare e cosa ha comportato questo fenomeno nel mondo


In Svezia l’effetto Greta Thunberg ha portato ad una vera e propria rivoluzione del pensiero collettivo, portando sempre più persone a cercare di ridurre la propria impronta ecologica anche in tema di viaggi.

Tra questi cambiamenti spicca il flygskam, un fenomeno praticamente sconosciuto in Italia ma che in altri paesi è già entrato nel linguaggio comune da tempo.

Flygskam: ecco perchè gli svedesi hanno vergogna di volare

Cos’è il flygskam, la vergogna di volare

Il flygskam è un termine svedese che significa letteralmente “vergogna di volare“.

Come avevo già riportato in questo articolo l’aereo è uno dei mezzi di spostamento più diffusi, ma è anche il più inquinante. Per questo molti cittadini svedesi hanno cominciato a sviluppare un vero e proprio senso di colpa nel prendere l’aereo, scegliendo di usare mezzi alternativi per limitare il numero di voli domestici.

Infatti nel 2019 la società ferroviaria svedese ha registrato un aumento dell’8% di passeggeri solo nei primi sei mesi dell’anno, mentre il settore aviario è in costante calo. Da qui sono stati successivamente coniati altri due termini molto in voga tra gli ambientalisti svedesi, ossia “tagskryt”  (“vantarsi di andare in treno”) e “smygflyga” (“volare in segreto”).

Il Flygskam nel mondo

Da quando questo fenomeno ha iniziato a prendere piede in Svezia, sempre più paesi europei hanno deciso di aderire all’iniziativa. Dal 2017 è infatti attivo l’hashtag #stayontheground, nato per supportare e dare visibilità alla causa svedese.

Nel Regno Unito ha addirittura ispirato la nascita di una vera e propria campagna chiamata Flight Free Uk ,che consiste nel riunire e dare voce alle persone che, unendosi alla campagna, decidono di non volare per un anno intero. L’iniziativa porta avanti il messaggio che viaggiare senza aerei è possibile e per ispirare altre persone al cambiamento.

Flygskam: ecco perchè gli svedesi hanno vergogna di volare

Vergogna di volare: ha davvero senso?

Grazie al diffondersi delle compagnie low cost, il numero delle persone che prendono l’aereo è praticamente triplicato. Ma quanto incide sull’ambiente l’abitudine a ricorrere così spesso a questo mezzo di trasporto?

Secondo uno studio condotto dall’ICCT, un’associazione no profit che svolge ricerche per autorità di regolamentazione ambientale, è il numero di viaggi in aereo compiuti da una persona in un anno a fare la differenza. Infatti un frequent flyer ha un’impronta ecologica maggiore rispetto ad un viaggiatore sporadico che compie meno di 5 voli all’anno.

Quindi bisognerebbe rinunciare ai weekend mordi e fuggi nelle città europee per non inquinare? Secondo me la risposta è ni.

Se da una parte usare l’aereo ha un impatto negativo sull’ambiente, è anche vero che ci sono destinazioni che non possono essere raggiunte in altro modo. Inoltre i weekend rappresentano l’unica possibilità che molte persone hanno per spostarsi e fare lunghi viaggi per arrivare a destinazione significherebbe bruciare il poco tempo a disposizione.

Il discorso è abbastanza complesso da poterne discutere per ore, ma una soluzione per continuare a concedersi delle fughe di piacere senza farsi prendere dal flygskam potrebbe essere quella di alternare mete più lontane con destinazioni raggiungibili con mezzi alternativi all’aereo. Un buon compromesso sono tutte le nazioni confinanti con l’Italia, alcune delle quali possono essere raggiunte anche viaggiando di notte.

Tra tutti, il treno è sicuramente il mezzo che offre più vantaggi sia dal punto di vista pratico che ecologico, ma anche l’autobus o il car sharing sono delle ottime soluzioni.

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E tu cosa ne pensi del flygskam? Secondo te esiste un modo per viaggiare inquinando di meno e senza vergognarsi di volare? Fammelo sapere nei commenti.

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2 commenti
  1. Valentina
    Valentina dice:

    Amo viaggiare. Però l’aereo è indispensabile. Dipende da cosa devi o vuoi fare. Le persone spesso non possono rimanere via molto tempo, quindi senza aereo quando arrivi è già ora di tornare. Per esempio ho fatto un week end a Lisbona, senza aereo non sarei partita. Ma anche per andare in Sicilia, ci restavo 3 giorni. Per andare a Capri ho usato il treno AV, ma se vai in Calabria, dopo Salerno si ferma. Visiterei Matera, ma mi fermano le 10 ore di treno con 3 cambi al costo sui 100 euro. In più adesso i costo sono lievitati moltissimo sui treni: per andare a Venezia son 50 euro l’anno scorso era la metà. Solo andata. Lo so perché vado ogni anno a settembre. I costi dei voli son diminuiti invece, 30 euro per la Spagna. Sinceramente non mi vergogno per niente di volare, e le destinazioni lontane non le puoi raggiungere in altro modo. Ma a te davvero piace stare in treno? Io mi annoio da morire sul treno. Bene ho inaugurato i commenti su questo post se non sbaglio. Ciao

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    • Francesca
      Francesca dice:

      Ciao Valentina,
      in realtà condivido in buona parte le tue riflessioni. Infatti quello che intendevo dire nell’articolo, e che evidententemente non è passato, è che bisognerebbe usare dei mezzi alternativi all’aereo quando esiste una REALE alternativa.
      E’ ovvio che in certi casi l’aereo è indispensabile sia per una questione di tempi che di costi, ma se si devono percorrere tragitti abbbastanza brevi, come per esempio andare da Milano a Parigi, secondo me bisognerebbe almeno prendere in considerazione l’idea di andarci in treno se i prezzi non sono esageratamente alti, considerando anche il fatto che spesso i treni che percorrono tratte molte lunghe viaggiano di notte. Poi sul fatto che i costi dei treni siano lievitati molto dopo il covid non posso che darti ragione, ma anche che quelli dell’aereo siano scesi così tanto mi dà da pensare.
      Comunque ognuno è libero di viaggiare come preferisce, io personalmente adoro il treno (altrimenti non avrei aperto un blog dedicato ai viaggi su rotaie 🙂 ) e finchè potrò porterò avanti questa scelta sia per piacere sia perchè rispecchia lo stile di vita sostenibile che ho deciso di adottare.
      Detto questo ti ringrazio per il commento e per avermi dato degli spunti di riflessione per argomentare meglio il mio punto di vista anche nell’articolo.
      Ciao

      Rispondi

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